USA – microreattori per la Difesa (e non solo)

Facendo seguito all’articolo precedente, riporto un’altra “good news” per quanto riguarda i microreattori nucleari. La Difesa USA ha lanciato (e finanziato, con circa 40 M$) un progetto biennale per la realizzazione del prototipo di un microreattore nucleare, con potenza fra 1 e 5 MWe.

L’utilizzo dei microreattori, oltre che per l’alimentazione di basi militari, potrebbe essere esteso anche al campo civile. Infatti uno degli elementi peculiari del progetto risiede nel fatto che il reattore deve essere trasportabile. Quindi potrebbero essere vantaggiosamente utilizzati in caso di catastrofi naturali. Un sintesi delle caratteristiche richieste è la seguente:

Costruzione in fabbrica: tutti i componenti di un microreattore sarebbero completamente assemblati in una fabbrica e spediti sul posto. Ciò elimina le difficoltà associate alla costruzione su larga scala, riduce i costi di capitale e aiuterebbe a far funzionare rapidamente il reattore.

Trasportabilità: il design renderà i microreattori facilmente trasportabili. Ciò renderebbe più facile spedire l’intero reattore in camion, nave, aereo o vagone ferroviario.

Autoregolazione: il design deve consentire l’autoregolazione dei microreattori. I sistemi non richiederanno un elevato numero di operatori specializzati e utilizzeranno sistemi di sicurezza passivi. Questi impediranno qualsiasi potenziale surriscaldamento o la fusione del reattore.

Nessuna necessità di rifornimento: i reattori potranno erogare energia per almeno 10 anni, senza necessità di sostituzione del combustibile.

Le aziende che sono state scelte per sviluppare il progetto sono le seguenti, con i relativi fondi:

  1. Westinghouse Government Services, Washington: $11.9M;
  2. BWX Technologies, Virginia: $13.5M.
  3. X-energy, Maryland: $14.3M

Nel seguito un’efficace infografica che riassume le caratteristiche di questi reattori, tratta dal sito del U.S. Department Of Energy.

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