Rifiuti Radioattivi: nessuna soluzione??

In Italia, anche se con scandaloso ritardo (circa 5 anni), l’esecutivo ha pubblicato lo studio, fatto da Sogin, per iniziare l’iter di individuazione del deposito nazionale di rifiuti radioattivi. A questo link trovate la descrizione del progetto e molta documentazione.

Come noto a chiunque segua le vicende del nucleare nel mondo, la gestione dei cosiddetti rifiuti è tutt’altro che un problema senza soluzione. Anche per i rifiuti ad alta attività ci sono diverse opzioni, scientificamente consolidate e perseguibili.

A parte il ritrattamento del combustibile, ed in futuro la trasmutazione, già OGGI esistono due depositi definitivi (geologici) per questi materiali. Si tratta del WIPP statunitense e del deposito finlandese in attivazione da parte della società Posiva.

In quesito blog parliamo però di innovazione… e quindi vi aggiorniamo su un nuovo fronte in questo ambito di ricerca. I nostri lettori ricorderanno della soluzione di interramento iper-profondo (“DBS – Deep borehole disposal”), ne abbiamo parlato QUI.

Le news sono che oltre agli USA (dove oltre alle ricerche a livello federale, esiste addirittura una startup che propone la stessa soluzione, con tecnologia mutuata da quella usata per il fracking, vedi il nostro post qui), anche altri paesi stanno valutando la stessa soluzione.

In UK è in corso un esperimento per valutare il DBS in differenti tipi di rocce (qui un articolo recente).

Ma anche in Canada, in particolare nello stato di Ontario, si stanno testando due siti, in vista di una scelta programmata nel 2023. Qui trovate ulteriori informazioni.

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