Progressi nel trattamento dei rifiuti nucleari ad alta attività

La gestione dei rifiuti nucleari, in particolare quelli ad alta radioattività, è sempre stato un elemento rilevante, nel’ambito dello sfruttamento dell’energia nucleare.

Questo non tanto perché non esistano soluzioni valide e tecnicamente difendibili, ma in quanto viene percepito come un problema irresolubile dalla pubblica opinione. Rimandiamo, ad esempio, a questi link (in questo sito o sul sito di StandupfornuclearMilano, ad esempio) per una disamina di quanto già si può fare oggi.

La news di oggi che vogliamo evidenziare è uno studio, pubblicato qui, in merito alla possibilità di migliorare drasticamente la separazione, nel combustibile irraggiato, dei cosiddetti attinidi minori. Questi (ad esempio Americio o Nettunio), sono isotopi altamente radioattivi, con vita media di migliaia di anni. Potranno essere riciclati nei futuri reattori veloci, come si può fare per uranio e plutonio, ma con notevole difficoltà.

L’articolo è piuttosto tecnico, (questo il link alla pubblicazione originale) ma è solo un esempio di come la ricerca sia al lavoro per migliorare ancora la sistemazione di questi materiali.

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