Nucleare prende il largo?

Forse non tutti sanno che i reattori nucleari hanno una nutrita rappresentanza nei mari di tutto il mondo. Infatti la maggioranza dei sottomarini militari delle grandi potenze sono a propulsione nucleare, come pure tutte le portaerei americane, francesi ecc. Nell’ambito civile invece ci sono stati casi sporadici, o prototipi, di vascelli a propulsione nucleare, come i rompighiaccio russi o la nave Savannah americana.

Le cose potrebbero cambiare, dato che una azienda americana ha presentato un progetto per realizzare un reattore destinato alla propulsione navale. La startup inglese CorePower, in collaborazione con la “solita” TerraPower, Orano e Southern Company vuole realizzare un MSR (reattore a sali fusi) per “decarbonizzare” la flotta commerciale esistente. Il progetto del reattore è infatti il Molten Chloride Fast Reactor (MCFR) in corso di sviluppo da TerraPower (NB: è uno dei pochissimi progetti di MSR a neutroni veloci!)

Le quattro aziende stanno cercando un finanziamento iniziale nel quadro del programma ARDP (di cui parleremo in un prossimo post…).

L’idea di collocare dei piccoli reattori a sali fusi su degli scafi è piaciuta anche ad un gruppo di investitori danesi ed europei. La Seaborg Tech (una delle pochissime startup nucleari europee, ne avevamo parlato QUI) ha ricevuto un cospicuo finanziamento per adattare il suo progetto di MSR all’utilizzo su chiatte galleggianti. Ricordiamo che è da poco in funzione un reattore russo collocato proprio su uno scafo, che sta alimentando una base artica russa.

Ricordiamo un altro progetto simile in corso di sviluppo da parte di ThorCon, attualmente al centro dell’interesse del governo Indonesiano.

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