Fusione: nuovo tokamak in Italia

Nell’ambito del programma EUROFusion è stato assegnato un cospicuo finanziamento per la realizzazione di un Tokamak presso l’ENEA di Frascati.

La macchina (DTT, Divertor Tokamak Test) sarà completata nel 2022 e si prevede un’attività sperimentale di oltre vent’anni. Il DTT infatti, avrà un compito fondamentale per la realizzazione di DEMO, ovvero il primo “vero” reattore a fusione, in grado di erogare energia elettrica.

Uno dei più difficili problemi dei Tokamak (oltre a mantenere il plasma nelle condizioni di temperatura e pressione ottimali per innescare e mantenere la fusione) è quello dell’estrazione delle impurità del plasma. Queste impurità (ioni non di idrogeno) sono letali per il mantenimento del plasma nelle condizioni di fusione e devono essere rimossi dal plasma.

Queste impurità vengono estratte dal plasma e fatte collidere su particolari artefatti (chiamati “Divertori”). Il problema è che i flussi termici coinvolti sono mostruosi (decine di MW per metro quadrato). E’ stato quindi deciso di utilizzare un Tokamak dedicato (il DTT, appunto) per studiare soluzioni alternative per questo problema.

Il DTT quindi è una macchina di pura ricerca, che offrirà la possibilità all’Italia di effettuare ricerche all’avanguardia in numerose rami della fisica applicata. Anche se su alcuni articoli apparsi sulla stampa si parla di “prototipo di reattore”, DTT non produrrà nemmeno un Watt di elettricità, come pure il gigantesco ITER, in costruzione in Francia,

Sarà il futuribile DEMO, previsto per la seconda metà del ventunesimo secolo, a coronare un secolo di studi e ricerche per produrre elettricità dalla fusione controllata.

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