Francia: il nucleare riparte con i piccoli

La Francia ha uno dei più grandi complessi di reattori nucleari di potenza nel mondo. E nonostante le pressioni combinate di parte dell’opinione pubblica, dopo gli incidenti di Tchernobyl e Fukushima e dei gruppi economici dell’industria dei fossili e delle rinnovabili, è ben decisa a continuare su questa strada.

Tuttavia la soluzione dei reattori sempre più grandi e complessi sta mostrando i suoi limiti. I problemi continui nel completamento del nuovo reattore di Flamaville (EPR) stanno suggerendo di esplorare nuove strategie.

Dopo aver abbandonato il progetto europeo ASTRID (per un reattore veloce di 4° generazione), è stata resa nota, da parte della CEA (Agenzia per lo sviluppo del nucleare), la volontà di avviare un progetto di sviluppo per un SMR tutto tricolore (francese ovviamente). Denominato NUWARD, ha l’obiettivo di commercializzare un PWR da circa 170 MWe entro il 2030.

Il progetto sarà una joint-venture di CEA, EDF, NavalGroup e TechnicAtome, queste ultime sono le aziende francesi che hanno sviluppato i reattori per i sottomarini nucleari francesi.

Il progetto potrebbe essere integrato da una collaborazione con Westinghouse, che “rispolvererebbe” i propri disegni di SMR, lasciati nel cassetto anni fa.

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