Combustibile

Uno dei campi dove la tecnologià nucleare è maggiormente consolidata è quello del combustibile nucleare. Le attuali soluzioni impiegate nei LWR (Light water Reactor) non sono dissimili da quelle ideate negli anni ’60: pastiglie di ossidi d’uranio, incamiciate in tubi di lega di Zircaloy, raggruppati in fasci, tra i quali scorre l’acqua/vapore di raffreddamento.

Una delle evoluzioni (ormai consolidata) è l’utilizzo di ossidi misti, non solo uranio ma anche plutonio (MOX), ottima soluzione per riciclare una parte del plutonio proveniente dal ritrattamento e/o da stock militari.

A parte l’introduzione di fissili alternativi (U-233 nel ciclo del Torio) e l’utilizzo di combustibili liquidi (si veda qui), una significativa novità è quella relativa all’introduzione di combustibili metallici.

Un esempio è quello in corso di sperimentazione da parte di LightBridge, che propone un combustibile sotto forma di metallo (uranio, ma anche torio). Inoltre le barre usano una particolare conformazione che ottimizza l’estrazione del calore da parte del refrigerante (già facilitata dall’utilizzo della lega metallica).

Secondo l’azienda l’utilizzo di questo combustibile potrebbe aumentare la generazione netta di potenza di circa il 10%, semplicemente sostituendo il combustibile convenzionale con questa soluzione.

Nella foto sotto una ‘immagine tratta dal sito di Lightbridge:

lightbridge

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