Caorso – robot per lo smaltimento dei rifiuti

Continuano le attività per il decommissioning di quello che è stato il più grande reattore nucleare in attività in Italia. Attualmente si stanno estraendo le resine di filtraggio accumulate nei depositi della centrale. Una volta trattate, dovranno essere stoccate in un deposito per le scorie a media attività.

Questa attività è iniziata utilizzando un sistema robotizzato, progettato, prodotto, installato e utilizzato da Ansaldo Nucleare. Il robot effettuerà l’estrazione e il recupero di 2.000 fusti di scorie radioattive da aree di stoccaggio, di difficile accesso, presso la centrale nucleare di Caorso. È stato utilizzato per recuperare, verificare, sigillare e imballare i tamburi radioattivi.

La società ha affermato che l’attività fa parte di uno dei progetti di smantellamento più grandi e complessi del settore. Secondo i termini della licenza di disattivazione, ottenuta nel 2014, uno dei progetti chiave è il trattamento e il condizionamento di circa 860 tonnellate di resine a scambio ionico radioattivi. Le resine sono ancora contenute in due edifici di stoccaggio temporaneo presso la struttura di Caorso.

Questi rifiuti rappresentano oltre il 90% dell’inventario della contaminazione di Caorso. Lo scopo del progetto è trattare le resine, con un fattore di riduzione del volume di 10, mentre si svuotano i due edifici di stoccaggio al fine di ristrutturarli.

Ansaldo Nucleare ha ricevuto un contratto nel 2015 dalla società di smantellamento nucleare e gestione dei rifiuti radioattivi Sogin. Il contratto prevede il recupero, trasporto, trattamento ed il condizionamento delle resine e dei fanghi esauriti. Si tratta di una joint venture con la società della Slovacchia Javys.

Sotto un foto del robot (riportata dal sito Nuclear News, concessa da Ansaldo Nucleare)

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